CyberTime – 5° Labirinti dell’anima

agosto 18, 2006 at 12:23 (FanFiction, Inuyasha, News)

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Quinto capitolo : Labirinti dell’anima
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Disclaimer:

Inuyasha e tutti gli altri personaggi dell’opera della grande Rumiko Takahashi sono di sua invenzione e in questa ff vengono fatti interagire fra loro in stile AU.

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ting…
ting…
ting…
L’insistere di una goccia d’acqua su una pietra, lo svegliò…

Un’immagine sfuocata…come attraverso del vapore…un caldo sulla pelle…
Si risveglio’ d’improvviso, non trovandosi in un ambiente familiare…
Le sue capacità motorie erano state recuperate, la sua vista però ,era ancora appannata…
Le nanomachine avevano fatto un eccellente lavoro anche il rivestimento epidermico sul suo braccio era stato perfettamente rigenerato…
Si guardò intorno…si trovava in una capanna…o qualcosa di simile…su un lato c’era un fuoco acceso che crepitava allegro…su un altro una porta rivestita con una tenda di un tessuto leggerissimo che danzava con l’aria…
In un altro angolo c’era lui, affianco al suo letto c’era il suo kimono,si guardò e si scopri’ a torso nudo…una fasciatura si stendeva proprio dove poco prima c’erano le sue ferite…
“Ma che diavolo? Dove sono finito?” Provò ad alzarsi…ma tutto iniziò a girare ,girare e dovette arrendersi a ricadere di nuovo a letto…
La sua testa stava scoppiando… evidentemente il lavoro delle nanomachine non era ancora terminato.

Nella sua mente c’era ancora il combattimento con Fenrir e poi Kagome o meglio quello che pensava fosse Kagome …
“Sarà mai esistita? O anche la ragazza che ho incontrato all’inizio, non era altro che una finzione degli spiriti?”
Eppure come avrebbe potuto mai sviluppare una sorta di affinità con un’entità maligna? Quella ragazza che gli si era mostrata ,gli era sembrata sincera… vera…
“Ormai, non ne posso essere certo…maledizione!” Un’ennesima delusione aveva trovato posto nel suo animo come in un magazzino si accantonano le scatole vuote ,lui aveva deciso di accantonare il ricordo di Kagome ,la ragazza triste e sola…
Un rumore lo distrasse dai suoi pensieri…nonostante il mal di testa si alzò e con passo incerto si avvicinò alla porta…si ricordò che era stato il misterioso cavaliere a salvarlo…
Ad ogni passo gli venivano in mente dei particolari della misteriosa figura…

Un armatura di un materiale mai visto, un corpo esile
Una maschera in volto, una ciocca di capelli
Un diadema sulla fronte , occhi celati ,mai visti

Il contrasto con la luce esterna lo accecò per un attimo… i contorni del paesaggio circostante gli si fecero piano piano più chiari mano mano che i suoi occhi si adattavano alla nuova luminosità.
“Non…non e’ possibile…”
Tutto intorno era.. era qualcosa che Inuyasha ricordava solo nei suoi sogni…
Non una strada asfaltata, non una luce artificiale…ma solo fili d’erba scossi pigramente dal vento e luce del sole…la calda luce del sole che ,nonostante tutto, lui poteva sentire sulla sue pelle…
Poco vicino alla capanna c’era un ruscello e un secchio poggiato sulla riva ,era stato usato da poco, notò, il bordo ancora gocciava d’acqua…

Volse il suo sguardo più in là …
In lontananza i profili della città tagliavano il cielo e la terra sprofondando in essa…
In quel luogo…lui… era l’unica cosa innaturale che esistesse…
“No non e’ così” Il suo sguardo si animò in un attimo …il suo pensiero andò all’altro essere presente in quel paradiso la cui origine non era sicuramente delle più canoniche…
Dietro la capanna continuava il ruscello che veniva accarezzato dai rami di un salice piangente…stretto in questo morbido abbraccio c’era il misterioso cavaliere…
“Mi stava osservando, incredibile non mi sono minimamente accorto della sua presenza…”
Un passo verso di lui…l’erba che si piega sotto i suoi passi…
“Chi sei? Perche’ mi hai aiutato?”

“Perche’ non ti fai avanti?”

“Nulla, non mi risponde…”
Inuyasha non sapeva che fare di fronte ad un essere che non dava il minimo cenno di turbamento alle sue parole ne una parola di risposta agli interrogativi che dalla sua mente erano scivolati sulla sua bocca…
Il cavaliere lo indicò quindi portò una mano al petto…nello stesso punto dove si stendeva la fasciatura che nascondeva l’ormai rigenerata ferita…
Il ragazzo si tocco’ il petto quasi di riflesso come se questo gli permettesse di comprendere quello che le sue orecchie non percepivano…le parole del cavaliere…
“La mia ferita?” Chiese con fare interrogativo…
L’interlocutore silenzioso annui’…
“Cosa credi che uno stupido spirito possa farmi fuori? Non c’e’ nessuno più forte di me”
Non potè scrutare se ciò che aveva detto ,avesse generato una qualsiasi reazione in quella sagoma lucente ,la maschera che gli celava il volto ne celava contemporaneamente tutte le emozioni e le reazioni.

Un vento improvviso alzò un po’ di polvere ,Inuyasha si coprì istintivamente gli occhi, quando li riaprì ,scoprì che nell’agitarsi dei rami del salice era scomparso il cavaliere senza lasciar traccia…
Si guardò intorno per percepire qualcosa ma non riuscì nonostante il suo eccezionale senso dell’olfatto quell’essere riusciva a non lasciare alcuna pista di se’…
Decise che sarebbe rimasto lì ancora un po’ ,il tempo di capire come tornare nel suo laboratorio…e , chissà, qualcosa di più di questo nuovo alleato…
“Sarà azzardato considerarlo un mio alleato? In fondo l’avermi salvato non significa che sia strettamente dalla mia parte…Potrei io stesso essere considerato un alleato di qualcuno?
Impossibile… in tutti questi anni mai nessuno si e’ unito a me nella mia lotta…questo perche’io lotto per me stesso e per nessun altro…”
Così dicendo si scopri’ a parlare a voce alta…

“Ma signorino cosa state dicendo?”
“Uhm?” Inuyasha sobbalzò indietro…
Tanto quel posto l’aveva sorpreso che aveva abbassato tutti i suoi programmi di difesa e intercettamento ,era come se lì si sentisse a casa…e questo non gli aveva permesso di sentire l’arrivo di Miyoga…
“Myoga cosa ci fai qui?”
“Come cosa ci faccio qui? E’ questo il modo di ringraziare chi vi ha cercato senza tregua pur di riportarvi al sicuro?”
“Al sicuro?” Non era del tutto certo che ,lì in quel paradiso, non lo fosse…
“Oh signorino se sapeste cosa ho dovuto fare per cercarvi ,questo posto e’ così lontano e sperduto”
“Ho dovuto dare fondo a tutte le mie energie per trovarvi, i vostri sensori di posizione sono tornati visibili solo dopo parecchio tempo dal momento della vostra scomparsa…”
Il vecchietto parlava quasi con le lacrime agli occhi…era affezionato ad Inuyasha forse quasi come ad un figlio…
“Va bene, va bene ora smettila! Allora dimmi?”
Miyoga sgranò gli occhi…
Ci faceva o l’ultimo combattimento forse gli aveva danneggiato qualche neurone…
“Come dimmi? Signorino dobbiamo subito andarcene di qui! Dobbiamo tornare nel nostro laboratorio per cercare un altro accesso e per metterci al sicuro da eventuali prossimi attacchi!”
“Ah!Sì… va bene vecchio… andiamo…”Lo disse a malincuore…
Prima di incamminarsi verso la città si diede un malinconico sguardo indietro…
“Cosa penserà il cavaliere della mia scomparsa…vabbeh peggio per lui in fin dei conti e’ stato lui il primo ad andarsene… tsk”

Dietro un salice ,però una figura stava osservando i due incamminarsi sul sentire che li avrebbe riportati alla civiltà e alla loro casa…
Nel riflesso dell’acqua del ruscello si intravedeva solo un mantello scuro con un cappuccio che copriva un viso…

“Dovrai mantenere la promessa…o tutto questo terminerà inevitabilmente…”
“Va bene…”
La voce che annuiva era atona…priva di emozioni…
“Non dovrai mai più esporti in questa maniera…ne potrebbe andare della tua vita…
Il dover celare la tua identità e’ l’unico modo per proteggerti..”
“Va bene…”
Di nuovo una serie di suoni senza colore componevano quelle parole…
“Ricordati … la tua voce può svelare molto di più di quello che tu voglia dire…”
La figura riflessa nell’acqua annuì con il capo e se ne andò verso la foresta…

“Insomma nessuno mi sa dire cosa e’ successo ieri sera?”
“Sì maggiore , stiamo analizzando i log per rintracciare l’anomalia nel sistema”
Una ragazza digitava sulla tastiera codici incomprensibili ad una velocità incredibile…
“Hei Keyko oggi il maggiore e’ di cattivo umore…”
“Non me lo dire Kya ,il bello e’, che capito sempre io di turno in questi momenti…”
Dicendo questo nel frattempo analizzava le scritte che le comparivano a video…
“Che dici le sarà scocciato dover rientrare dalla cena romantica con il marito?”
“Beh a pensarci bene… si dice in giro che ieri era il loro anniversario di matrimonio e che proprio nel bel mezzo della cena ci sia stato un black-out al loro ristorante…e che, poi, proprio mentre la serata volgeva al termine il maggiore sia stato richiamato in servizio improvvisamente…direi che della serata di festa sia rimasto ben poco…”
“Bene operatore…dato che e’ così informata sulla mia vita personale , si adoperi per ottenere con la stessa dovizia di particolari il motivo per cui sono stata richiamata…”

“Si signore…!Accidenti mi ha sentito”
Le due ragazze accennarono un sorriso e si rimisero subito al lavoro…

“Signore dai dati analizzati risulta un’anomalia nel sistema centrale, il nucleo di Yggdrasil e’ instabile! Rileviamo una perdita di energia nella sala della “sfera dei 4 spiriti”

“Maledetta! Il tuo destino e’ quello di servire il sistema di Yggdrasil non rimarrà nulla della tua coscienza! Non deve rimanere nulla!”

“Mah e’ incredibile…”
“Cosa c’e’ ancora operatore?”
“Signore , ieri gli spiriti si sono azionati da soli…e sono usciti dal perimetro di sicurezza”
“E nessuno al centro di supervisione si e’ accorto di nulla? Assurdo!”
“Si signore lo sarebbe se il sistema di controllo fosse stato in funzione! Lo hanno disattivato il tempo necessario per generare degli ologrammi fantoccio e uscire dal perimetro di sicurezza…”

Il maggiore non fece apparire la sua sorpresa, ma un inquietante dubbio si fece strada nella sua mente…
“Operatore controlli la priorità e il programma attualmente in corso sulla memoria degli spiriti.”
“Va bene maggiore…”
L’operatrice generò di nuovo la mappa olografica dell’albero di Yggdrasil quindi iniziò a tracciare delle linee che sezionavano virtualmente l’albero orizzontalmente.
3 erano le sezioni, come 3 erano gli spiriti… il punto in cui accedere alla memoria degli spiriti era noto a pochi addetti , che avevano particolari dimestichezza con il sistema…
E Keyko era una delle migliori.
Con precisione millimetrica identifico i nodi del tronco dove risiedeva la memoria di ogni spirito. Quindi interrogo l’anello riguardante la priorità e i comandi in corso…
“Maggiore il comando in corso di esecuzione e’ l’eliminazione di un elemento chiamato Inuyasha. La priorità dell’ordine e’ alta e in quanto tale può essere sbloccata solo con l’algoritmo di reset della memoria”

“Operatore voglio sapere chi ha impartito questo ordine …e chi ha impostato la priorità”
“Signore non glielo saprei dire…il file e’ stato completamente azzerato…”

“Da questo momento tutti i membri della base rimangono a disposizione per ogni tipo di contatto”
“Ripristinare lo stato di allerta massima , rimanete in attesa di nuovi ordini…”


“Vedo che abbiamo visite…Cosa volete maggiore?”

“Lo sai cosa voglio Kagome! Smettila di ribellarti al controllo del sistema e collabora con noi”
“Smettetela! Io dovrei collaborare con chi mi ha relegata qui dentro? Mai!”

“Se insistete con questo comportamento vi farò fare a meno anche delle visite della vecchia Kaede…”
Kagome rimase impietrita, come poteva sapere, Kikyo , dei contatti che aveva con Kaede…
“Non so di cosa state parlando…”
“Non opporti Kagome, lo sai , anche se non posso tracciare cosa vi dite , riesco a rilevare la sua presenza….e riuscirei anche ad impedirti di incontrarla… facendoti ricadere nella tua solitudine…senza speranza…”
“Ora ti lascio, avrai di che pensare …”
La donna si smaterializzò dal mondo virtuale di Kagome sciogliendosi in mille petali di rosa…
Il loro colore… era nero come la notte… e tetro come le intenzioni nei confronti di Kagome…

“Finalmente a casa signorino!”
Il vecchio miyoga stava cercando di riprendersi dall’eccesso di coraggio che l’aveva pervaso…
Non era lui il tipo da avventurarsi in imprese rischiose…ma questa volta l’attaccamento al suo compagno di sventure l’aveva scosso… mai avrebbe pensato di osare di andare in giro senza la protezione di Inuyasha eppure questa volta addirittura si era spinto fuori dalla città…

“Signorino direi che e’ il caso di recuperare un po’ le energie…”
Così dicendo si diresse verso la sua stanza…
“Io invece non ho proprio voglia di riposare…”
In un gesto che dimostrava tutto il suo nervosismo prese un jack e stabilì una connessione con il sistema…
“Dato che non ho accessi sicuri, entrerò con un profilo comune a basso rischio”
“Vediamo cosa e’ successo nel mondo in queste mie ore di assenza…”
Mille immagini e informazioni gli passavano davanti come un fiume in piena…e la velocità di scansione era quella della luce…
Ma la tensione, la ritrovata tranquillità facilitarono Inuyasha all’abbandono dei sensi…provocandogli una sorta di sospensione tra il dormiveglia e lo stato cosciente…

Una sagoma era davanti a lui, aleggiava nell’aria leggera…
Non la vedeva bene… era sfuocata…era come se una nebbia l’avvolgesse…
“Chi sei tu?”
Riuscì a vedere meglio…era chiaramente una donna…una ragazza…
Riuscì a percepire un profumo come di fiori di campo…
La ragazza si avvicinò, sempre sospesa in aria, mano mano la figura si delineava…
I lineamenti gli erano noti ma quel senso di torpore…di rilassamento non gli permettevano di utilizzare al meglio i suoi ricordi…
Si ritrovò senza saperlo, senza aspettarselo perso in un mare di sensazioni uniche…mai provate…

La ragazza aveva ridotto al nulla la distanza …

La ragazza lo stava baciando …

Con un’infinita dolcezza…come una farfalla che sfiora la superficie dell’acqua …

“E ora? La mia mente e’ vuota…e’ persa … quale sarebbero i pensieri giusti in questo momento? Non ne ho…”
“Io non ho pensieri in questo momento…”
Si stupì…lui non stava elaborando qualcosa?
Non gliene importava nulla … il bacio si trasformò in un abbraccio…
Lui la strinse… lei appoggiò la sua testa sulla sua spalla…lo sguardo rivolto lontano…

L’incanto si era spento… si era ritrovato sdraiato nel suo laboratorio ancora con il jack connesso e con tutto l’algoritmo di aggiornamento completato…

Nel momento in cui lui aveva cercato delicatamente di scostarle il viso dalla sua spalla per rivolgerlo verso il suo, tutto era svanito…lei era svanita e tutto il mondo intorno a lui…
La realtà aveva preso il sopravvento di nuovo…e lui sentiva ancora il calore tra le sue braccia…e sulle sue labbra…

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